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Lisa è una donna
meravigliosa che dalla vita ha avuto
tutto: bellezza, ricchezza,
intelligenza. Il destino, però, le ha
riservato anche la sofferenza, la
disperazione, il dolore. Ammalatasi
gravemente, decide di mettere fine alle
proprie sofferenze, decide di annegarsi
per non dover sopportare un peso troppo
grande per lei, sola. Giorgio è lì,
sulla spiaggia, imbambolato a guardare
quell’immagine, stupito della sua stessa
esistenza. Inconsapevole del suo dramma,
spinto da un’attrazione mai provata, le
salva la vita, condannandola,
paradossalmente, a continuare a lottare
per godere al meglio del poco tempo che
le rimane. Pietro Solimeno narra
un’intensa storia d’amore e di
disperazione, approfondendo con
discrezione temi scottanti come la
malattia terminale, l’accanimento
terapeutico, l’eutanasia, il diritto di
ciascuno di scegliere di morire con
dignità. Ma in Lisa c’è anche,
forte, un irrefrenabile attaccamento
alla vita, a quanto, sempre, in ogni
circostanza, essa sa donare a chi crede
in lei.
Nonostante siano
passati molti anni la sua voce risuona
ancora dentro di me,
insistente, sempre
più forte, come lei fosse ancora qui,
accanto a me.
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