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Esperto agente del
Mossad, Karen Ryan deve affrontare una
missione di estrema importanza:
avvicinare Marco Marini, medico presso
un ospedale della striscia di Gaza,
farlo innamorare e poi ucciderlo. Quando
però lo incontra, la donna ne rimane
subito affascinata e, colpita dalla
semplice drammaticità della sua storia,
decide di non portare a termine il suo
incarico, di scappare e di ricostruirsi
una nuova vita assieme a lui, che ormai
ama più di se stessa, e a Nadira, la
piccola orfana che ha preso in custodia.
Il rischio è tuttavia troppo alto, per
tutti: il tradimento viene ben presto
alla luce e Karen è il bersaglio di una
serie di attentati. In molti la vogliono
eliminare, sono troppe e troppo
importanti le informazioni che possiede
e che potrebbe rivelare... Alla sua
seconda prova come romanziere, Pietro
Solimeno narra una vicenda intensa,
carica d’umanità: storia di guerra e di
spionaggio, Karen si rivela una vicenda
in cui, soprattutto, è raccontato
l’amore.
“La più grande
debolezza della violenza è l’essere una
spirale
discendente
che dà vita proprio alle cose che cerca
di distruggere.
Invece di
diminuire il male, lo moltiplica... con
la violenza puoi uccidere colui che
odia, ma non uccidi l’odio. Infatti la
violenza aumenta l’odio e nient’altro...
restituire violenza alla violenza
moltiplica la violenza, aggiungendo una
più profonda oscurità a una notte ch’è
già priva di stelle. L’oscurità non può
allontanare l’odio; solo l’amore può
farlo”.
(Martin Luther
King)
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